Working @ Bancomail

Leggi/commenta | Postato il 20 giugno 2010 | Categoria: Work Updates | Tag: , , ,

Dal 10 maggio 2010 collaboro con Bancomail – Neosoft in qualità di Social Media Specialist e Graphic Designer.

Done and doing:

  • Web Marketing
  • Social Marketing
  • Social Relations
  • Email Marketing
  • Creazione pagina su Facebook, personalizzazione e gestione: dettagli
  • Creazione e gestione Blog: dettagli
  • Scrittura di articoli per il blog di varie categorie: link
  • Creazione e gestione delle varie presenze online oltre FB: Twitter, Linkedin (gruppo), Delicious, Tumblr, FriendFeed
  • Continuo studio di contesti in cui sviluppare community e trend-set
  • Design e implementazione di Newsletter per l’email Marketing

Devo dire che sono soddisfatta della strada presa, è in sostanza quella che portavo avanti da freelance, ovvero un ruolo nell’ambito della comunicazione online non facilmente descrivibile in confini precisi. Visual Designer? Web Designer? Social Media Specialist? Account? Copywriter o Content Editor? Si, tutto questo e tutte quelle sfumature che ogni skill porta con sè. Quando si è freelance, la necessità porta ad assumere tutte queste caratteristiche. Ma negli uffici, in particolare in quelli molto ampi, queste competenze sono coperte da diverse persone. La divisione Bancomail – Neosoft, sia per il numero di dipendenti, sia per l’approccio lavorativo, mi consente (e richiede) questa flessibilità. Flessibilità che mi rende molto felice, proprio perchè mi porta sempre molto distante dalla noia e mi permette di poter seguire un progetto di comunicazione in molte sue fasi.

Il rischio di una flessibilità globale nella comunicazione è il dislivello fisiologico tra la qualità delle varie skills. Per questo per me è molto importante tenere sempre molto alta la soglia di attenzione, dare molta importanza al team work, alla shared knowledge e a vari second pair of eyes, nonchè ad avere ben chiara la scala di priorità e capacità personali.
Nel caso della mia professionalità a Bancomail, il tutto ruota intorno ai social media (potrei dire invece che nella mia attività free lance il centro si sposta verso il graphic design).

Fotogramma #3

Leggi/commenta | Postato il 26 febbraio 2008 | Categoria: World OST | Tag: ,

Quando fuori piove in ufficio c’è un gran silenzio. Di quelli che invece che stare muti e basta, poi invece fanno solo un gran fragore che ti rimbomba in testa.

E’ come un liquido amniotico di tastiere, clic e ringring.

Savoir-faire

Leggi/commenta | Postato il 23 gennaio 2008 | Categoria: Something about me | Tag: , ,

Ho provato invidia oggi. Per qualche minuto verso una collega copy. Altre, le chiedevano di limare una relazione da loro scritta, di uniformare lo stile. Ma soprattutto di renderlo accattivante e sapiente.

Non è il copy che voglio fare, al momento per lo meno. Non mi dispiace, ma sto bene nel mio mondo di pixel. Ma ho provato invidia per l’importanza attribuita alla collega. L’importanza di saper girare le sorti di quel testo.
Un’importanza elitaria, non di professione.

Era un’invidia pulita, senza nulla toglierle. Sono felice se penso che c’è chi ha riservato parole analoghe per me, in passato. Quando aspiravo a fare il copy e tutto il resto che ha a che fare con le parole.

Ma ci sono cosi tante cose che vorrei sapere ed esprimere da farmi preoccupare che non mi basti una vita intera, se non saltando, di qua e di là, assaporando, dimostrando, esprimendo e scappando, per poi correre altrove, verso qualcosaltro.

Costruire

Leggi/commenta | Postato il 29 maggio 2007 | Categoria: Something about me | Tag:

Sono una grafica. Visual Designer. Ci provo. Faccio il possibile. Ho studiato, e studio, per usare principi, e integrarli con la mia visione delle cose. Per comunicare qualcosa senza usare le parole.

Si narra che un giorno un anziano signore fosse andato a visitare un cantiere dove si stava costruendo una Cattedrale. Visti tre operai che stavano tagliando pietre, pose loro questa domanda: «di che cosa vi state occupando?».Il primo tagliapietre rispose: «di guadagnarmi la vita».

Il secondo: «di tagliare la pietra».

Il terzo: «di costruire una Cattedrale».

L’uomo si rese conto che aveva a che fare con tre persone fra loro molto differenti. Il primo lavorava per la sopravvivenza e non si interessava al mondo dei simboli. Il secondo era un buon tecnico che non si interrogava sul significato dell’opera. Il terzo operaio, al contrario, sarebbe senza dubbio diventato un Maestro, perché, pur lavorando alla pietra singola, aveva già la visione di tutta la Cattedrale che si innalzava verso il cielo. Egli comprendeva bene come il suo semplice lavoro fosse finalizzato a realizzare un tutto armonico pregno di significato simbolico.

Capita che i clienti chiedano qualcosa di vago, spesso è cosi. Hanno un’idea e neanche loro lo sanno bene cosa vogliono.

Tu sei una sorta di burella per loro. Loro lo vogliono, tu lo esegui. Hai un impegno sopraffino nei loro confronti.  Devi capirli, capire il loro desiderio. Capire la loro necessità comunicativa. Stai costruendo la cattedrale e sta a te capire quali siano i mattoni giusti e la giusta calce che li porti in alto.

Altre volte i clienti sanno già cosa vogliono. Ma non sono in grado di farlo. Tu devi esaudire un loro sciocco desiderio. Sciocco come tutte le cose di cui si dovrebbe vivere. Sciocco, ma serio come un quadro. E loro ti saranno riconoscenti. Per 15 minuti forse. Ma oggi vogliamo tutti più di un 15 minuti di celebrità.

Oggi mi è stato fatto un complimento strano. L’essere entusiasta di qualcosa di cui non ero conscia di esser entusiasta.

Sì. Io voglio essere un’entusiasta anche quando il mio lavoro è operaio e fordista, che capita, come in tutte le cose. Come in tutte le cose che possano dirsi le migliori, con le loro eccezioni. Voglio costruire cattedrali  nella mia vita, voglio i miei 15 minuti di celebrità, da godermi anche da sola, con me stessa. Ma io li voglio.

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