Arriva la posta prioritaria di Gmail: riflessioni e conseguenze in tema di Email Marketing

Leggi/commenta | Postato il 6 settembre 2010 | Categoria: Mkt, Adv e Comunicazione | Tag: ,

Articolo scritto per: Bancomail – Neosoft

Un nuovo modo per distinguere la posta desiderata dallo spam. E’ la nuova funzionalità di gmail che è stata presentata con questo video

La chiave che permetterà di filtrare i messaggi saremmo proprio noi. In sostanza, ogni messaggio che leggeremo, elimineremo, contrassegneremo come spam o a cui risponderemo, acquisirà un valore. Gmail si occuperà di suddividere quelle email che più probabilmente leggeremo da quelle che invece più presumibilmente ignoreremo o lasceremo a decantare nella nostra inbox.

La prima impressione che ho di questa nuova funzionalità è positiva. Penso che mi aiuterà a gestire la posta personale, che quando non controllerò da giorni la posta sarò immediatamente in grado di verificare quanti e quali messaggi rilevanti ho ricevuto.

In un secondo tempo però mi chiedo quanto le opinioni di un utente e dunque le sue azioni siano rilevanti in un sistema di questo tipo. Indubbiamente, non fosse altro che per la professione che svolgo, un sistema tecnologico in grado di comprendermi, anticiparmi e sgravarmi da compiti noiosi, non può che conquistarmi. Ma mi chiedo: fino a che punto siamo disposti a legittimare scelte fatte da altri al posto nostro?

Lo spam è certamente un problema, ma anche l’idea che si debba comunicare esclusivamente con persone e aziende già conosciute non è del tutto salutare. Far fronte al problema dello spam in modo non distruttivo significa utilizzare correttamente i filtri, col rischio di dover premere il pulsante elimina solo un paio di volte al mese.

Il risvolto invece di un sistema distruttivo, che impedisce di comunicare con chi non conosciamo, è l’assenza di informazioni ulteriori, ovvero l’ignoranza. Intesa in questo modo, l’ignoranza è una sorta di superiorità mancata: crediamo di avere tutti i dettagli necessari per un contesto, ma siamo in difetto. Questa situazione può portare a decisioni qualitativamente inferiori a quelle dei nostri competitor.

Nella fattispecie, quei messaggi che oggi possono sembrare fastidiosi, domani potrebbero rappresentare un vantaggio. Infatti, come ben sanno i migliori responsabili acquisti, non tutte le proposte commerciali risultano delle scocciature. A volte l’incontro felice con un’azienda proponente può dar luogo a svolte importanti come abbattimenti dei costi, creazione di nuove linee di vendita, aperture di nuovi canali commerciali. D’altronde non potremmo basare le nostre attività commerciali sui soli clienti di oggi. Sappiamo di dover vendere a nuovi mercati, oltre a fidelizzare quelli già acquisiti.

Io credo che dobbiamo decidere da soli cosa vedere, cosa leggere, cosa ascoltare e, ovviamente, con chi comunicare. Dobbiamo scegliere da soli quali messaggi sono validi e quali no. Così come accade con le telefonate che abitualmente riceviamo, siamo in grado di scegliere e comprendere chi conta e chi no.

Che ci piaccia o che non ci piaccia, in quanto operatori dell’email marketing, dobbiamo comunque confrontarci con la Posta Prioritaria di Gmail. Le conseguenze non sono tutte negative, però.

Se è vero che Google anticipa i tempi, cogliamo l’occasione per iniziare a fare un po’ di marketing relazionale: un sistema come quello di Priority Inbox potrebbe diventare il nuovo standard!

Un approccio di questo tipo, implica la necessità di stabilire relazioni di qualità con i nostri lettori e clienti.

Il no-reply nell’email marketing? Non ci piace!

Leggi/commenta | Postato il 2 luglio 2010 | Categoria: Mkt, Adv e Comunicazione | Tag: ,

Articolo scritto per: Bancomail – Neosoft

Perché, per avere ulteriori informazioni o fare una richiesta, devo andare alla ricerca di un contatto valido all’interno dell’email che ho ricevuto? Perchè sono costretto a cliccare il sito per compilare una lunga e noiosa form di contatti? In fondo è una email anche quella. Non basterebbe permettermi di rispondere come accade per tutte le email che ricevo? Mi sento come se mi riagganciassero il telefono in faccia!

Questo potrebbe essere il pensiero di un lettore che, volendo rispondere a un’email promozionale ricevuta, si trova di fronte a un no-reply.

I nostri clienti ci sanno fare. Dalle nostre statistiche risulta che la maggior parte di loro non utilizza un no-reply per spedire le proprie campagne, ma ancora molte, in generale, sono le newsletter di questo tipo che riceviamo.

Il no-reply decentra il carattere bidirezionale tipico dell’email al senso unico cui ci hanno abituato i media tradizionali come la televisione. Il problema di una comunicazione unidirezionale è che questa non diventa una conversazione, ma resta nel limbo di un monologo.

Utilizzare il no-reply in un certo senso equivale a considerare come un costo extra ed eccessivo qualunque altra attività che un possibile acquirente effettua, prima o dopo aver comperato un servizio. E’ evidente che il cliente avverte questo metodo e fisiologicamente si allontana, creando un immediato problema sul piano della deliverability. Non molti utenti infatti accetteranno di ricevere notizie da qualcuno che non è interessato alla loro opinione. Cliccare il tasto spam allora diventa una scelta conseguente.

Permettere ai propri lettori di rispondere all’email equivale a ottenere feedback gratuiti e spontanei. Inoltre questo genere di risposte sono opportunità per generare interesse e nuove vendite. Se distribuire il vostro prodotto è importante, consentite agli utenti di cliccare “rispondi” e date loro una risposta personalizzata. Nella maggior parte dei casi, acquisteranno.

Si, è tutto vero. Ma se uso la vera email della mia azienda, poi va a finire che la posta viene intasata da reply automatici, scherzi e altre inutilità!

Così invece potrebbe risponderci il direttore di un’azienda che ha scelto di usare il no-reply.

Come fare dunque?

  1. Affidate i vostri invii a piattaforme professionali che offrano la gestione automatizzata dei bounceback, ovvero di quelle mail che non vengono consegnate.
  2. Impostate un filtro per smistare la posta. Il primo passo potrebbe essere quello di raccogliere tutte le mail con oggetto “Re:” che, generalmente, indicano una risposta.
  3. In seguito, in base alle email che riceverete potrete affinare le regole. Ad esempio potrete verificare come vengono notificati i cambi di indirizzo o le risposte automatiche.
  4. Controllate le mail che vi tornano indietro: alcune webmail rispediscono al mittente le mail che vengono considerate spam, altre chiedono un codice di verifica per l’accettazione. Effettuare costanti rilevazioni di questi parametri consentirà alle vostre email di raggiungere più destinatari.
  5. In base al volume di email che ricevete, potete considerare una persona specializzata che si occupi di smistare correttamente le email all’interno dell’azienda. Un carico medio di risposte può richiedere due o tre ore per ogni campagna inviata.
  6. Come soluzione non è molto etica, ma considerate se utilizzare indirizzi diversi per il campo from e il reply to. Solitamente i bounce vengono inviati al campo from, mentre le reali risposte arrivano all’indirizzo impostato come reply to. Sebbene le risposte “umane” arriveranno al reply to, sarà il campo from ad essere visualizzato.

Se considerate quanto vitale può essere tenere traccia della redemption di clienti e possibili tali, comprenderete quanto è fondamentale permettere loro di rispondere alle proprie email. Anche a scapito di un paio d’ore di lavoro in più!

Bancomail Blog

Leggi/commenta | Postato il 17 giugno 2010 | Categoria: Portfolio, Web, Wordpress | Tag: , , , ,

Client: Bancomail – Neosoft | Role: Concept&Design
Link: http://www.bancomail.it/blog/

In questo progetto ho lavorato in autonomia e ho investito molte competenze.
Oltre all’implementazione tecnica e grafica e alla manutenzione, attualmente mi occupo di molti articoli di diverse categorie: link.

Caratteristiche:

  • Template e Widget diversificati per pagine
  • Dock ultimi post in alto alla pagina (jQuery)
  • DropDown per altri post nella stessa categoria in fondo ai post (jQuery)
  • Featured News nella Sidebar
  • Advanced Footer

In particolare mi sono occupata di:

  • Concept
  • Design grafico
  • Design web su piattaforma WordPress
  • Personalizzazione avanzata di un tema rilasciato sotto licenza GPL
  • Gestione del database
  • Installazione e manutenzione WordPress e plugin
  • Ottimizzazione per iPhone
  • Gestione contenuti
  • Ottimizzazione SEO

iPad e Email Marketing

Leggi/commenta | Postato il 17 giugno 2010 | Categoria: Web&Tech Stuff | Tag: ,

Articolo scritto per: Bancomail – Neosoft

E’ passato quasi un mese dall’uscita in Italia dell’iPad. Oggi lo troviamo per strada tra le mani dei più tecnologici e nei negozi tra quelle dei curiosi. Se ne parla nei blog, su Yoube ed è certo che, nonostante le iniziali perplessità, sarà un successo come ogni prodotto Apple. Ma cosa può significare l’iPad per l’Email Marketing? Quali opportunità, quali criticità?

Una nuova piattaforma

L’iPad non è né un portatile, né quello che molti hanno suggerito essere un semplice iPhone sovradimensionato. Spesso Apple ha precorso i tempi e le attitudini. Che anche questa volta Steve Jobs e i suoi collaboratori abbiano anticipato un nuovo standard per la mobilità? Piuttosto che una nuova modalità per fruire, finalmente comodi sul divano e senza l’ingombro e il calore di un notebook, di internet e altri contenuti multimediali?

I contenuti?

L’antipatia tra Flash e Steve Jobs è ormai risaputa. Ma sono le potenzialità che Apps e HTML5 rappresentano, a mostrare le nuove frontiere su cui si confronterà il marketing a venire. Queste riguardano per lo più contenuti multimediali e in particolare video. Uno schermo da 10 pollici con una incredibile qualità video è certamente un’ottima chance per veicolare nuovi tipi di messaggi.
In apparenza questo sembra non avere a che fare con l’email marketing: in realtà descrive lo scenario in cui sempre più ci si muoverà. Provate a immaginare un nuovo modo di concepire l’email, con contenuti video e tutto quello che tecnologie come l’HTML 5 possono portare…

Ma le email?

L’iPad è progettato per colmare il divario tra smart phones e portatili. Le sue applicazioni principali permettono di guardare web TV, leggere libri e soprattutto navigare in Internet. In sostanza lo scopo principale non è quello professionale, ma quello personale ludico.

Questa particolarità aiuta a comprendere perché chi leggerà le email dal proprio iPad lo farà più probabilmente in un contesto di relax. Una situazione che lo renderà più incline a concedere all’email il beneficio del dubbio prima di considerarla un’informazione non richiesta.

Chi costruisce le proprie email promozionali secondo le più comuni linee guida del e-marketing, non ha nulla di cui preoccuparsi. L’iPad utilizza lo stesso motore di visualizzazione del webkit di Safari, perciò se le vostre email sono correttamente visualizzate in Safari, non avranno problemi neanche su iPad. Gli sviluppatori però lo sanno: testare è sempre un passo necessario. Per assicurarsi che la maggior parte della propria audience non abbia problemi di lettura, può essere sufficiente controllare le webmail più famose: Yahoo!, Hotmail, Gmail e Libero.

Quindi non devo cambiare niente?

Ad oggi, no! In breve, iPad offre riquadri di lettura più ampi e consente all’utente di interagire con scenari multimediali. Questo comunque non dovrebbe avere una grossa influenza sull’impostazione della vostra creatività. Anzi, il beneficio di un riquadro d’anteprima più ampio è evidente. Un client tipico come Outlook o Gmail tenderà a visualizzare solo la parte superiore della mail (che spesso contiene un header con le informazioni standard dell’azienda emittente) talvolta disabilitando le immagini. Su iPad le immagini sono visualizzate per impostazione predefinita e i destinatari sono in grado di vedere, a colpo d’occhio, la maggior parte del messaggio. Inoltre il minimalismo dell’applicazione Mail, priva della sovrabbondanza degli strumenti cui siamo abituati, pone in primo piano la comunicazione evitando gli elementi di disturbo.

In definitiva..

Ci piacerebbe incoraggiare tutti i markettari dell’email a provare un iPad per osservare direttamente come i propri messaggi vengono visualizzati. Se però l’idea di comprare un’iPad non vi fa impazzire, ecco qualche strumento che vi può essere utile:

  • iPad Peek
    Non è proprio un fedele emulatore iPad, ma da un’idea (gratuita) di come probabilmente apparirà un’email su iPad, a seconda anche del suo orientamento
  • iPad Stencil
    un’iPad da stampare per abbozzare le proprie creatività
  • il Wireframe in Psd
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