Genova come San Francisco

Leggi/commenta | Postato il 23 aprile 2008 | Categoria: Fotografia chiaccherona, Genova | Tag: , ,

Genova come San Francisco

Bè, Genova è tante cose. C’è chi ha detto che non è mai una cosa sola, ma sempre due o tre insieme. E a Manin se vuoi ti sembra di essere a San Francisco. Se ti metti nel punto giusto, con la luce giusta, vedi piani sovrapposti, la discesa, la pianura, Corvetto e il suo cavallo, la discesa e De Ferrari, altro ancora e poi il mare. Sempre.

Dieci gradi di separazione. Centigradi.

Leggi/commenta | Postato il 26 dicembre 2007 | Categoria: Fotografia chiaccherona, Genova | Tag: , ,

Il passo del Faiallo è uno dei percorsi più panoramici del ponente genovese, dico io. Che in ventiquattro anni probabilmente non c’ero mai stata. Si tratta di un valico dell’Appenino Ligure che raggiunge e supera di poco i mille metri sul livello del mare, che però continui a vedere laggiù, lontano, ma pronto a rassicurarti di esserci e vederti. Da noi di Genova, ci arrivi andando verso il Turchino. Lui, il Faiallo, dal suo eremo lungo e tortuoso si bulla del Turchino, forte della sua popolare, audace, storica galleria monosenso regolata da un semaforo che ha più anni di tutti i motociclisti finora passati per di lì che ti porta in un batter d’ali a vedere vicino il basso piemonte. Bè, il Faiallo invece regala ogni tipo di colore, dall’alba al sole pomeridiano, alla nebbia dell’imbrunire, al tramonto lontano. Forse perchè una volta vi passava un’antica via del sale.
Di giorno, d’inverno, vedi il mare e le nuvole tagliare le montagne che scollinano convergendo sempre alternandosi. Di notte, la vedi tutta. Genova dall’alto e da lontano. Se guardi bene riesci a vedere anche il faro della Lanterna. Potresti anche stare lì per ore, solo a guardarla dall’alto. Nella sua malinconica semimobilità. Lei vicina a meno di un’ora di auto, così lontana nei rumori, nei movimenti, nei gesti. Luccica, si riflette sulle nuvole che si condividono i monti e il mare.
Da lì, da dove si guarda, regna il silenzio. Sei in grado di conoscere tutto: le poche luci che vedi, le poche persone che abitano queste lunghe valli. Quelle che ne fanno visita, tra i loro fendinebbia, fari, e anabbaglianti. Ma sei in grado anche di riconoscere chi si muove a passo d’uomo. Che nel silenzio, senti cric e croc della neve rimbalzare tra le roccie e le foglie tanto incastonate di ghiaccio da sembrar gioielli.

Io non credevo. Io che sono una fervida cittadina della city. Ma se mai dovessi ritenere di volerela pace della natura non potrei che scegliere questo posto.

Staglieno è un gesto sottile

Leggi/commenta | Postato il 4 giugno 2007 | Categoria: Fotografia chiaccherona, Genova | Tag: ,

[Staglieno] è un gesto sottile
Staglieno è un cimitero monumentale, a Genova, uno dei più belli in Europa dicono. Staglieno è un gesto d’amore, un’ultima carezza, un ultimo abbraccio, maestà spesa per l’eterna incertezza. Staglieno è un luogo silenzioso, sottile come uno stelo di un fiore che portato il vento e bagnato dalla pioggia colora anime e anime. Nella vita diverse, nella morte, tutte uguali. Staglieno è un gesto sottile, così sottile che taglia come la carta. Il silenzio che taglia e ti rovista dentro. L’amore di sculture immobili quanto immense, immobili quanto grandiose e belle, lì a celebrare per i secoli a venire solo e semplicemente la vita. Staglieno è un’ospedale d’amore.

Italian Detroit

Leggi/commenta | Postato il 11 novembre 2006 | Categoria: Fotografia chiaccherona, Genova | Tag: ,

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
in quell’aria spessa, carica di sale, gonfia di odori,
lì ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano,
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Genova, italian detroit. (Olympus C350Z)

Un ironico sogno americano quello dei Giardini Baltimora. Un piccolo paradossale verde circondato da tetri e orrendi e alti edifici grigi e marroni. Strutture che negli anni 70 andarono a sostituire casine e casini color pastello di “via Madre di Dio e dintorni” (nonchè la casa di Paganini) ricolme di vita e storia. Un luogo, neanche troppo ironicamente, ri-battezzato “Giardini di Plastica” dove è bene tenersi lontani oltre la chiusura degli uffici antistanti. Il prodotto degli anni 70/80, del grigio e del piombo da cui in realtà sono terribilmente affascinata. Gli errori tragici della storia: sognavano la ‘gloriosa economia americana’ gli urbanistici che pensarono a Baltimora nella costruzione di questo anfratto dove la luce filtra solo lievemente?

Genova è così, orrenda e magnifica. Stupenda in ogni suo angolo diverso da qualunque altro.  E io la adoro senza ritegno.

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